Alessandro Manzoni nacque nel 1785 a Milano, da Pietro e da Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista Cesare, autore di Dei delitti e delle pene. M. scrisse subito una relazione Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla (1868), seguita l'anno dopo da un'Appendice, nella quale egli propugnava lucidamente le sue idee e respingeva le obiezioni. Manzóni 〈-ʒ-〉, Alessandro. 1791 viene messo in un collegio religioso a Merate, dove il giovane subisce un vero e proprio trauma da abbandono: nutrì simpatie giacobine e ammirò Napoleone, desiderò essere ateo e fu sempre insoffere… Alessandro Manzoni è la figura più significativa del Romanticismo italiano. Indice Vita e opere 1 Il pensiero politico e religioso 2 … 1. Di queste s'è avuta un'ed. Alla base della poetica di Alessandro Manzoni c’è la sua personalità sensibile, profondamente religiosa e sempre ossessionata dall’idea del peccato in linea con le filosofie gianseniste, disillusa dal processo storico e per certi versi timida. Al delitto anche gli oppressori sono trascinati: quello di Gertrude nasce dalla violenza familiare, che a sua volta dipende dalle convenzioni sociali. Sono disponibili le Concordanze degli Inni sacri, a cura dell'Accademia della Crusca (1967), e le Concordanze dei Promessi sposi, a cura di G. De Rienzo, E. Del Boca, S. Orlando (5 voll., 1985). Assidua e in coerente svolgimento (attestato dai cosiddetti Materiali estetici) fu altresì la sua meditazione intorno alle questioni letterarie aperte dalla rivoluzione romantica. Il Conte di Carmagnola è il racconto ispirato ad un episodio delle guerre tra gli Stati regionali italiani nel Quattrocento. La netta eccellenza che caratterizza Alessandro Manzoni in sede letteraria non deve indurre a trascurare la rilevante importanza del suo pensiero storico-politico che peraltro si esprime non solo attraverso i suoi capolavori artistici, ma anche attraverso scritti di specifica riflessione ... Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Filosofia (2012). In partic., e per lo più... manżonismo s. manzonismo – 1. Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dalla figlia di Cesare Beccaria, Giulia, moglie presto separata del ricco possidente Pietro Manzoni. Voci diffuse già all’epoca ritenevano però che il padre naturale fosse Giovanni ... Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 69 (2007). La conversione religiosa di Alessandro Manzoni coincide con un distacco definitivo dalla poesia classicheggiante e neoclassica: compone gli Inni Sacri e le prime tragedie, fra cui spicca il Conte di Carmagnola; vedremo in seguito queste opere.Ancora a Parigi nel 1819 frequenta lo storico francese J. Thierry da cui trarrà l’idea, fondamentale per la sua produzione artistica, dell’esigenza di una storiografia che nella sua indagine sia attenta alle masse e non solo ai governi o ai regnanti. Nei Promessi sposi, la stessa pietà per gli oppressi è contenuta, dissimulata dal sorriso con cui sono contemplate le loro debolezze ed errori; e se mai domina la dolente rappresentazione della violenza cui soggiace Gertrude, monacata a forza, o quella della miserabile fine di Don Rodrigo. Alessandro Manzoni – la nascita. L'attività letteraria di M. anteriore alla duplice conversione, lungamente sottovalutata dalla critica, pur conservando il suo carattere giovanile e preparatorio rispetto alla maggiore produzione successiva, contiene in sé elementi di grande interesse, dal dato originario di una personalità inquieta e complessa alla precoce grande padronanza tecnica del versificatore, alla sicurezza dei progetti e già quasi alla predestinazione dell'incontro tra la sete di assolutezza, per esempio attestata dal pindarismo di Urania, e l'energia stilistica dell'imitatore di Dante e di Parini e gli sbocchi istituzionali offerti dal cattolicesimo militante e dal romanticismo. La conversione era d'altronde per lui una necessità logica e sentimentale. Per il Carteggio (ma solo fino al 1831) si deve ricorrere all'ed. vita e opere di alessandro manzoni. La pluridecennale frequentazione manzoniana di Manzoni, Alessandro lascia le sue prime tracce all’altezza delle due tragedie, ispirate entrambe alla storia nazionale: Il conte di Carmagnola (1820) e l’Adelchi (1822). La relazione manzoniana e l'inizio della pubblicazione del Novo vocabolario accesero vaste polemiche, pro e contro; autorevolissimo tra gli oppositori di M., in nome di una concezione storica della lingua, per la quale la desiderata unificazione linguistica non poteva non essere che il frutto di lenta maturazione, d'una effettiva unificazione nazionale, fu G. I. Ascoli, nel proemio del suo Archivio glottologico (1873). Autore tra i massimi della letteratura, con I promessi sposi realizzò, anche per l'uso di una lingua nazionale, un modello fondamentale per la successiva letteratura, che costituì inoltre l'esito supremo della parabola iniziale del romanzo in Italia. Discende così naturalmente dagli sciolti In morte di C. Imbonati la volontaria mortificazione cui M. sottopone, prima negli Inni sacri e poi nelle tragedie, la propria individualità e gli ideali letterarî a essa connessi, l'una e gli altri sacrificati a una missione di verità che è sì innanzitutto riconoscimento della vanità di ogni sforzo di salvezza individuale e recupero della propria identità di fedele, ma risponde anche all'intuita necessità di un compito sovrumano per l'artista moderno e si concilia comunque con la raffinatissima institutio retorica che nello scrittore avrà sempre il compito di esorcizzare la complessità del reale e la tragedia del vivere, conferendo a ognuna delle sue pagine lo statuto privilegiato di ciò che non è il frutto di un ragionamento individuale, ma appena l'anticipazione sapiente dell'"assenso" collettivo. Il padre naturale di Alessandro fu però Giovanni Verri, fratello del celebre Pietro. Nel quindicennio di maggior fervore creativo (1812-27), M. è preso dall'urgenza di dar voce poetica alle sue nuove credenze religiose. In questo contesto si colloca il romanzo storico di Alessandro Manzoni. Ella non fu certo estranea alla conversione ... Filosofo (Rovereto 1797 - Stresa 1855). Già all'indomani della prima edizione del romanzo, M., per approfondire il concetto di "vero", mise mano al suo discorso Del Romanzo storico e, in genere, dei componimenti misti di storia e d'invenzione, che finì e pubblicò solo nel 1845, e tornò sull'argomento, con il conforto del Rosmini, nel dialogo Dell'invenzione (1850). Mentre gli veniva a mancare la base sicura dell'istanza morale, a M. si imponeva la necessità di trasferire nella propria esperienza intima e di testimoniare con i proprî comportamenti l'interpretazione eroica della vita e il confronto quotidiano con la storia di cui quel severo moralismo si nutriva. Mentre però nelle tragedie gli oppressi piegavano sotto il male, rifugiandosi solo nel pensiero e nella speranza di Dio, nei Promessi sposi lottano contro di esso. Alessandro Manzoni ha nella sua vita diversi turbamenti dovuti ai dolorosi e gravi lutti che iniziano con la morte della sua cara e amata moglie Enrichetta, nel 1833. Vita e opere Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 dalla figlia di Cesare Beccaria, Giulia, moglie presto separata del ricco possidente Pietro Manzoni. Lavorava lentamente: quattro Inni sacri (La Risurrezione, 1812; Il Nome di Maria e Il Natale, 1813; La Passione, 1814-15), ai quali poi aggiunse La Pentecoste (cominciato nel 1817, ripreso nel 1819 e finito nel 1822); due tragedie (Il conte di Carmagnola, 1816-19; Adelchi, 1820-22; di una terza tragedia, Spartaco, non scrisse che uno schema); tre odi politiche (Il proclama di Rimini, 1815, e Marzo 1821, pubblicate solo nel 1848; Il cinque maggio, l'unica poesia che M. abbia scritto di getto, alla notizia della morte di Napoleone, 1821); le Osservazioni sulla morale cattolica (1ª parte, 1819; ripubblicata nel 1855 come opera compiuta; la 2ª parte restò frammentaria); infine il romanzo: la prima redazione, con il titolo Fermo e Lucia, fu scritta dal 1821 al 1823; la seconda redazione, profondamente modificata, con il titolo I promessi sposi, fu pubblicata dal 1825 al 1827 in un'edizione conosciuta come la "ventisettana". In questa tragedia si dispiega il tema classico dell’eroe contro un fato avverso incontrollabile. Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 Nacque a Milano nel 1785. Edizione riveduta dall'autore. La vita e le opere di Alessandro Manzoni, tra i più grandi romanzieri della letteratura italiana. Sui modi nei quali precisamente si attuò la conversione religiosa, siamo assai male informati, soprattutto per il geloso riserbo di M.: indubitabile, data anche la sua indole, che essa sia stata il risultato di lunghe, severe meditazioni, e che non si sia in nessun modo risolta nella conquista di un pacifico approdo, comportando al contrario una ulteriore accentuazione dell'inquietudine e del problematicismo dello scrittore; ma ignoriamo se ci sia stato un punto preciso di risoluzione della crisi, dai gravi riflessi nevrotici della quale peraltro M. non si sarebbe mai del tutto liberato. Alessandro Manzoni (1785-1873) ebbe una vita lunghissima che s’intreccia con i grandi eventi della storia moderna (età napoleonica, Restaurazione, lotte risorgimentali, Unità d’Italia). Contemporanea a questa prima attenzione alle posizioni romantiche è la cosiddetta conversione al cattolicesimo, che il ritorno ai sacramenti suggellò nel 1810, poco dopo dunque la sconfessione di Urania. Mappa concettuale su Alessandro Manzoni: schema della vita, le opere principali, le tematiche più importanti del pensiero dell'autore del romanzo storico I Promessi Sposi… Continua, La vita, la personalità, le odi (gli Inni sacri, la pentecoste, Marzo 1821, il cinque maggio), le tragedie (Il Conte di Carmagnola e l'Adelchi) e i Promessi Sposi. L'energico imperativo morale che informa anche le sue prime precoci prove poetiche, è il segno quindi di una tendenza costitutiva della personalità manzoniana, oltre che dell'influsso su di essa esercitato dalla migliore cultura del tempo, che in letteratura inclinava alla magniloquenza dell'epica imperiale e alla satira dei costumi, ma recava traccia della recente disillusione di cui erano ambasciatori gli esuli napoletani (con V. Cuoco e F. Lomonaco M. fu in relazione). Non solo per le sue prime poesie, ma anche per gli Inni sacri e le tragedie, si era sostanzialmente valso della lingua poetica offertagli dalla tradizione; ma scrivendo la prosa del romanzo, nel quale per la prima volta in Italia il realismo romantico investe i dominî dell'alta letteratura, gli si pone concretamente il problema della lingua. Alessandro fu mandato a studiare a Merate. IN DIGITALE. M. morì quasi novantenne, nel 1873, per i postumi di una caduta all'uscita dalla chiesa. Per lo scandalo, messo comunque a tacere dal padre, i genitori arrivarono alla separazione. La sua ricerca filosofica prende le mosse da un'impostazione gnoseologica kantiana per giungere, attraverso motivi della tradizione agostiniana, a delineare una metafisica dell'"essere" ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Colà e nella villa di Brusuglio, che la madre aveva ereditato da Imbonati, visse ritirato in compagnia della moglie (morta nel 1833; M. sposò poi Teresa Borri vedova Stampa), della madre (morta nel 1841), dei molti figli e di pochi amici (tra i quali C. Porta, T. Grossi, A. Rosmini, che esercitò un notevole influsso sulla definitiva sistemazione delle sue idee estetiche e religiose, N. Tommaseo). Il "nuovo intatto sentier" che il poeta aveva già deliberato di battere viene individuato nella centralità di una severità morale che non si contenta della denuncia di un ceto o di un costume, ma investe la sfera mondana nel suo insieme, a prescindere dai regimi politici e dagli orientamenti ideali dominanti, e il suo porre "sempre in alto i ribaldi, e i buoni in fondo"; e nell'assunzione, ben oltre ogni mero atteggiamento letterario, delle responsabilità comportate in termini di condotta personale e impegno intellettuale da questa presa di posizione. Ricordiamo che in Italia solo la lingua letteraria ha uno statuto ormai riconosciuto sul piano nazionale, si usa cioè il fiorentino come lingua ufficiale scritta, ma il resto del popolo oltre a parlare esclusivamente dialetto è anche analfabeta e il fiorentino pone la popolazione davanti alla stessa difficoltà che si avrebbe davanti una lingua straniera. Ma nel 1805, allorché M. raggiunse la madre a Parigi, in occasione della morte di C. Imbonati, con il quale Giulia aveva a lungo convissuto, nella vita dello scrittore si verificò un fatto importante, che fu celebrato dal carme In morte di C. Imbonati (1806). Respinte, semplicemente come non fondate sul ragionamento, le regole classicistiche e ogni astrattezza teorica che non rispettasse la natura molteplice e complessa del reale e della stessa esperienza estetica, M., anche se non nasconde la sua incertezza circa la definizione del concetto corrispondente, pone il vero come sorgente e oggetto della ricerca letteraria, restituendo quindi una più sostanziale unità all'opera d'arte, che troverà poi una sintetica espressione nella formula "l'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo". La morte di Alessandro Manzoni Il suo rifiuto e la sua aperta polemica contro il romanzesco, evocato con tutte le cautele e puntualmente esorcizzato, interpretano bene le resistenze di fondo, innanzitutto linguistiche, di tutta la nostra tradizione al "meraviglioso" moderno e alla sua vocazione popolare; e proietteranno un'ombra tenace su tutti i romanzi posteriori, contribuendo a rafforzare preclusioni e riserve e incoraggiando con il proprio esempio gli sbocchi, atipici in ambito europeo ma caratteristici della nostra tradizione, verso il romanzo-poema e il romanziere-storiografo.Il Manzoni e la questione della linguaM., già da giovanissimo, aveva romanticamente lamentato la frattura esistente in Italia tra lingua parlata e lingua letteraria. Specie alla "Maisonnette" di Meulan, presso la vedova del Condorcet, che conviveva con C. Fauriel, poté assistere da vicino alla più importante delle trasformazioni in atto, a quella riflessione del razionalismo illuminista sui proprî risvolti materiali e psicologici alla quale legarono il loro nome i cosiddetti idéologues (oltre al Fauriel, con il quale M. strinse allora una appassionata duratura amicizia, P. Cabanis e A. Destutt de Tracy). In quello politico, il suo pensiero cattolico-liberale e il suo ideale monarchico e unitario restarono ben saldi per tutta la lunga vita, da quando nel 1814 sottoscrisse la petizione del senato del Regno italico perché all'Italia fosse riconosciuta l'indipendenza, e l'illusione del momento cantò in Aprile 1814, e l'anno dopo plaudì nel Proclama di Rimini al tentativo murattiano di unificazione; sino a quando, senatore, partecipò nel 1861 alla seduta in cui fu proclamato il Regno d'Italia. La persecuzione di Don Rodrigo è effetto non di passione o di vizio, ma della necessità cui egli non sa sottrarsi di vincere il "punto d'onore", di conservare cioè il prestigio della sua casata, che appunto per questo è tutta solidale con lui. Patriota e liberale, fu inviato (1848) dal governo piemontese presso papa Pio IX. In seguito alla separazione dei due coniugi, Alessandro è costretto a lasciare la madre. Il cinque maggio, una delle odi più note di Alessandro Manzoni, presta l’occasione all’autore per riflettere sulla vanità delle azioni umane sulla terra e sulla possibilità di una redenzione nella fede che è riuscita a placare anche l’animo bellicoso di Napoleone lasciandolo morire in pace. Aveva letteralmente l' illuminismo nel sangue: sua madre, Giulia Beccaria, era sposata al … Prima della conversione, ... Alessandro MANZONI, Alessandro nacque a Milano il 7 marzo 1785 da Pietro e da Giulia Beccaria. Il paragrafo sulla vita di Alessandro Manzoni Partì dall'idea che una lingua letteraria "comune" a tutta l'Italia potesse essere quella costituita dall'incontro tra i varî dialetti italiani, in particolare tra il milanese e il toscano; ma poi piegò sempre più verso la concezione che la lingua comune dovesse essere basata sull'uso, e quest'uso non potesse essere che quello d'una determinata regione, cioè della Toscana; considerando poi che anche nell'interno della Toscana c'erano discrepanze tra l'una e l'altra parlata, finì col sostenere la necessità di adottare il fiorentino parlato (ma quello, per così dire, epurato, delle persone colte) come lingua comune. Negata la validità perenne e certa della ragione, la vita umana e la storia si palesavano romanticamente, alla ipertesa sensibilità dello scrittore, come un doloroso, miserabile disordine, inspiegabilmente vano. Rievoca quindi negli Inni sacri i grandi eventi del passaggio terreno di Gesù, la loro eterna contemporaneità attraverso i riti della Chiesa, o esalta l'aiuto che agli umili è dato dall'umile e regale Maria, escogitando un linguaggio poetico che si ispira direttamente a quello della Bibbia per restituire alla liturgia freschezza e entusiasmo e dalla poesia profana del Settecento e dal melodramma rileva ritmi fortemente cadenzati e predisposti all'esecuzione corale. I primi anni di collegio lasciano in lui un ricordo del tutto negativo ma lo avviano alla conoscenza di autori moderni come Alfieri e Parini e alla lettura dei pensatori francesi illuministi: la discendenza da Beccaria e l’ambiente milanese pongono sicuramente delle solide basi per il pensiero di Manzoni che, come vedremo fra poco, recepisce molti elementi dalla cultura illuminista rielaborandoli poi secondo la sua personale visione del mondo. Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 da un padre benestante, Pietro Manzoni, e da Giulia Beccaria (figlia di Cesare Beccaria, autore di “Dei delitti e delle pene”, opera contro la … Nel 1810 M. tornò a Milano, donde non si mosse più se non per brevi viaggi (importante quello parigino del 1819, nel corso del quale entrò in contatto con V. Cousin e A. Thierry). La conversione incide nella vita privata ma anche nella sua produzione poetica. Studiò, non in casa, dove i genitori vivevano in disaccordo, ma nei collegi di Merate e di Lugano, e poi al Longone nella città nativa. L’adozione del fiorentino parlato dalle persone colte propugnata da A. Manzoni come lingua letteraria comune per tutti gli italiani; più in partic., il carattere e lo stile di coloro, soprattutto scrittori, che hanno aderito... Vérdi, Giuseppe. Riassunto della vita, delle opere, poetica e dello stile… Continua, La vita, opere e pensiero di Manzoni, il romanzo e la questione della lingua. In questi scritti M. giunge a una più netta distinzione fra l'attività dello storico e quella del poeta, negando in definitiva la legittimità dell'invenzione letteraria anche nell'accezione ridotta da lui stesso sperimentata. Manifestò sempre grande riservatezza e pudore nel parlare di sé, per cui (al di là di congetture e aneddoti fantasiosi) non abbiamo molte notizie sulle ragioni profonde che lo condussero alla celebre… e s. manzoniano (f. -a). M. si preparò a tali opere con attentissimi studî, testimoniati, oltre che dalle Notizie storiche premesse alle due tragedie, dall'ampio Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia, dai capitoli di storia generale inseriti nei Promessi sposi, e dalla Storia della colonna infame. Tra le edizioni contemporanee, fondamentale è l'ed. 1785 nasce a Milano dal quarantanovenne Conte Pietro Manzoni, e da Giulia Beccaria, figlia del famoso giurista Cesare; il padre naturale fu probabilmente Giovanni Verri con il quale la madre intratteneva una relazione. I novatori del gruppo milanese lo considerarono presto il loro capo, anche se egli non prese parte alla rumorosa lotta che si accese a partire dal 1816. – Che si riferisce ad A. Manzoni (1785-1873), al suo pensiero e alla sua opera: gli scritti manzoniano, la poesia, la prosa manzoniano; la teoria manzoniano della lingua (v. manzonismo). Che cos’è il Romanticismo? Uscito dal collegio a 16 anni si inserì nell’ambiente Milanese e strinse amicizia con i profughi napoletani e con poeti già famosi come Foscolo. Comincia in questi anni la stesura della prima versione del suo romanzo storico d’eccellenza (I Promessi Sposi) che viene pubblicato in una prima edizione del 1821-1823 con il titolo di Fermo e Lucia. La poetica di Alessandro Manzoni è incentrata sul principio romantico dell’arte come rappresentazione del vero ed è alla base della corrente realistico-oggettiva del romanticismo italiano. Alessandro Manzoni nacque da Giulia Beccaria (figlia dell’illuminista Cesare), al tempo della nascita di Alessandro sposata con Pietro, esponente della piccola nobiltà lombarda. Gli anni seguenti vedono Alessandro Manzoni impegnato in una profonda riflessione sulla storiografia e sulla lingua italiana, argomento con cui si esprime il suo impegno nel processo risorgimentale: se è vero che fatta l’Italia bisognava fare gli italiani (come si espresse D’Azeglio) la questione della lingua diventava secondo Manzoni un tassello fondamentale per la costruzione di questa identità. Dalla trama de I Promessi Sposi emergono chiaramente le idee di Alessandro Manzoni: Renzo e Lucia stanno per convolare a nozze ma un signorotto locale, Don Rodrigo, invaghitosi della donna, minaccia il pavido Don Abbondio, parroco che avrebbe dovuto unirli in matrimonio, e l’unione salta. Alessandro Manzoni Manzoni ha scritto: I Promessi sposi, Inni sacri, Storia della colonna infame, Il Conte di Carmagnola, Adelchi, Osservazioni sulla morale cattolica, Lettre à monsieur Chauvet... Manzoni ha vissuto a Milano, la sua città natale, poi a Parigi, Firenze e di nuovo a Milano. Frutto di una relazione adulterina di Giulia Beccaria, figlia del letterato illuminista Cesare Beccaria, viene riconosciuto dal conte Pietro Manzoni per evitare lo scandalo. Riassunto della vita, pensiero… Continua, Vita e opere di Manzoni, la poetica manzoniana; analisi, ambientazione e struttura de I Promessi Sposi… Continua, La vita di Manzoni, vero storico e vero morale, rapporto poesia, storia e storiografia, Adelchi e analisi del 5 maggio e I promessi sposi. Le Odi civili seguono la forma e il linguaggio degli Inni Sacri. Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785 da Giulia Beccaria, figlia dell’illuminista Cesare Beccaria. Rimane dubbio il racconto di alcuni amici, secondo cui una folgorazione di fede sarebbe avvenuta (aprile 1810) nella chiesa di S. Rocco a Parigi. Riassunto Vita Manzoni Riassunto Vita Alessandro Manzoni – I primi anni e la formazione: Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785 in una famiglia aristocratica. Alessandro Manzoni, che dal 1861 è senatore del neonato regno d’Italia, in linea con le idee romantiche che sposò nel corso della sua vita, predilesse una lingua fiorentina ma semplice: non il fiorentino aulico e pomposo degli scritti letterari ma una lingua schietta, popolare, che accogliesse anche i termini più pratici e comprensibili delle parlate locali (oltre il fiorentino di base quindi) e i termini stranieri circolanti all’epoca. I promessi sposi, Inni sacri, Conte di Carmagnola, Odi civili (Il cinque maggio è la più famosa), Adelchi. Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785 da una relazione extra-matrimoniale tra Giulia Beccaria e Giovanni Verri, fratello di Alessandro e Pietro (noti esponenti dell'Illuminismo); viene immediatamente riconosciuto dal marito di lei, Pietro Manzoni. Alessandro Manzoni proveniva, dal lato materno, da una famiglia illustre, i Beccaria. M. pervenne insieme a una specie di scoperta dell'amor filiale e a una più matura definizione dei suoi propositi. Il fatto non avvenne e anzi la città fu sottoposta a una dura repressione e censura ma nel 1848 venne pubblicata dal suo autore con l’incitamento agli italiani di unirsi per liberare il Paese. Di poesia, non scrisse più, d'importante, che, nel 1835, Il Natale del 1833, cioè il Natale in cui era morta Enrichetta e, forse nel 1847, un nuovo inno, L'Ognissanti: incompiuti l'uno e l'altro componimento. Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785 da Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista Cesare, e dal conte Pietro Manzoni. Scrittore, nato a Milano nel 1785 e ivi morto nel 1873. LA VITA [1785-1873] Gli anni della giovinezza Nacque a Milano nel 1785 da Giulia Beccaria, figlia di Cesare (l’autore del Dei delitti e delle pene) e dal conte Pietro Manzoni: in realtà già allora si malignava che il vero padre fosse Giacomo Verri (fratello di Pie-tro e Alessandro… Non Renzo, la cui ribellione è disordinata e inefficiente perché contenuta tutta nei limiti dell'azione terrena, ma fra Cristoforo e il cardinale Federigo Borromeo, che concretamente e coraggiosamente agiscono in nome della Provvidenza di cui sanno d'essere strumenti, sono i rappresentanti dell'umanità ideale per M.; e l'Innominato, allorché egli piega al servizio del bene la sua energia che la conversione non ha domato; e Lucia, con la forza disarmata ma invincibile della sua innocenza e della sua fede. Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785, da Giulia Beccaria, figlia del celebre illuminista Cesare (autore del trattato Dei delitti e delle pene) e dal conte Pietro Manzoni, modesto gentiluomo lombardo molto più anziano della moglie. Dalla madre M. non si sarebbe mai più separato, sì che Giulia costituì poi, finché visse, il centro della sua vita familiare. Con I promessi sposi Alessandro Manzoni trasmette ai lettori un messaggio storico, religioso e morale. Nel frattempo, la sua fama europea si accresceva (testimonianza della grande stima di J. W. Goethe, ammiratore del M. tragediografo e del romanziere, fu la sua tempestiva traduzione in tedesco del Cinque maggio) e in Italia gli veniva riconosciuto un ruolo di riferimento politico e letterario senza precedenti. Tra le caratteristiche del Romanticismo italiano emerge l'esigenza di rivolgersi ai ceti medi attraverso una lingua più semplice  che consentisse di arrivare al popolo. Occorre distinguere anche per i rapporti con D. due diversi momenti manzoniani. Lo stesso nonno materno, verso il quale dovevano naturalmente volgersi l'ammirato orgoglio e l'emulazione dell'adolescente, gli offriva un modello di grande cultura, di impegno civile e di rigore intellettuale, ma non di austerità e di forza morale; né certo migliore era l'esempio che poteva venirgli dall'ambiente aristocratico. Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 Marzo 1785 da una relazione extra-coniugale fra Giulia Beccaria figlia del famoso giurista Cesare Beccaria, esponente dell’illuminismo ed autore de ”De i delitti e delle pene”, e Giovanni Verri, fratello di Pietro e Alessandro, volti anch’essi noti dell’illuminismo. Alessandro Manzoni soffriva di depressione, attacchi di panico e agorafobia. La parentela coi Beccaria lo rendeva inoltre lontano cugino dello scrittore scapigliato Carlo Dossi . Home / Alessandro Manzoni / La famiglia Manzoni CESARE BECCARIA (1738-1794) Il nonno di Manzoni fu, con i fratelli Verri, tra i più vivaci esponenti dell’Illuminismo lombardo; fu collaboratore del «Caffè» e autore, nel 1764 , dell’opera che lo rese celebre, Dei delitti e delle pene . Così, quando, all'indomani della pubblicazione (1809) del suo poemetto neoclassico Urania, egli scrisse che non avrebbe più fatto versi simili, dei quali era assai malcontento "soprattutto per la loro assoluta mancanza d'interesse", manifestava probabilmente una nuova sensibilità per uno almeno dei fondamenti della poetica romantica, secondo il quale la poesia non avrebbe dovuto essere destinata a una élite di raffinati, ma suo compito sarebbe stato piuttosto quello di "interessare" i lettori, facendosi interprete delle loro idee e sentimenti e solo in questo modo assecondando la propria vocazione universale. La produzione poetica giovanile di M., nella quale spiccano il poema Il trionfo della libertà (1801), composto per la pace di Lunéville e la ricostituzione della Repubblica Cisalpina, l'idillio Adda (1803), i quattro Sermoni (1802-04), risente della lezione di grande decoro formale e appassionato impegno politico e civile di G. Parini e di V. Monti, da lui conosciuto personalmente, nonché delle letture di Virgilio, di Orazio e di Dante; e si situa sullo sfondo di un razionalismo di tempra ancora settecentesca e di un generico deismo.