E non si può dire in verità che l'atteggiamento da lui assunto durante il tributato sia stato ispirato a criterî di cieco settarismo oligarchico, quando si pensi che si deve a lui e al suo collega L. Mario la legge Maria-Porcia de iure triumphandi, che voleva porre un limite agli abusi nella concessione del trionfo. Infatti pose la sua candidatura al tribunato per controbilanciare l'azione che Q. Metello Nepote, giunto a Roma dall'esercito di Pompeo, intendeva svolgere nella stessa carica a favore del suo capo. : G. Boissier, Cicéron et ses amis, 9ª ed., Parigi 1923, pp. Questa interpretazione è stata poi ripresa ed approfondita con altri interventi. M. Porcio Catone (95-46 a.C.), detto il Giovane o l'Uticense per distinguerlo dall'avo Catone il Censore, fu avversario di Cesare nella guerra civile e morì suicida a Utica dopo la sconfitta nella battaglia di Tapso (46 a.C.). Questa opposizione fu giudicata dai contemporanei una prova della sua serenità e dell'elevatezza dei motivi che lo spingevano a combattere la proposta di Metello. Uticensis]. Eletto tribuno militare, assunse il comando di una delle legioni della Macedonia e riuscì con l'esempio, la persuasione e l'energia a ottenere che i suoi legionarî fossero, moralmente e militarmente, soldati di primo ordine. Figlio di Marco Porcio Catone il Censore e di Salonina, Marco Porcio Catone Saloniano, ebbe due figli, il maggiore dei quali, Marco, sposò Livia, figlia di Marco Livio Druso, console nel 112 a.c. Da questo matrimonio nacque, oltre quel Marco, che sarà l'Uticense, Porcia. Fantham, E., "Three Wise Men and the End of the Roman Republic", "Caesar Against Liberty?". Min., 9, 12). Unica nota di più calda e meno contenuta umanità, l'amore appassionato per il fratello Cepione, la cui morte lo turbò profondamente. Durante il suo consolato si svolsero le discussioni per la procedura straordinana con cui avrebbe dovuto essere tenuto il processo contro Clodio per la violazione dei misteri della Bona Dea, e, nonostante l'energico intervento di C., non soltanto si dovette ritirare e modificare la rogazione per la procedura straordinaria, ma Clodio fu assolto. Nacque a Tuscolo da una famiglia di agricoltori; combatté con onore nella ... Césare, Gaio Giulio (lat. Amante della libertà, esempio di virtù stoica, Catone si suicidò ad Utica, dopo che l’esercito di Pompeo venne sconfitto a Tapso nel 46 a.C. Catone aderiva alla filosofia stoica , secondo la quale il saggio doveva in qualsiasi modo procurare il bene per la collettività. L’anacronistica intransigenza di Catone (Pro Murena, 60-63) Nell’anno del consolato (63 a.C.) Cicerone deve difendere il console eletto per l’anno successi-vo, Lucio Licinio Murena, da un’accusa di corruzione e brogli elettorali che Avido e tenace nell'imparare, considerava essenzialmente la filosofia come una norma di vita e la disciplina spirituale della sua giovinezza come una necessaria preparazione alla vita politica. Mommsen, Rümische Geschichte, III, 3ª ed., Berlino 1920, pp. Quello fu reso famoso per la calma e la pietà, a questo la severità aveva aggiunto prestigio. Fu sin da giovane austero, casto, sobrio, moralmente e fisicamente forte, come ci attesta la biografia plutarchea, l'unico rimastoci degli scritti che a lui dedicarono gli antichi. Senza cercar di proposito l'eleganza, egli riusciva a mitigare l'innata asprezza con una grazia che gli conciliava l'animo degli uditori (cfr. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 31 gen 2021 alle 08:40. Come di altri personaggi della Commedia, non se ne fa il nome, ma indirettamente è designato ... uticènse agg. In giambi di violenza archilochea, esalò la sua ira contro Metello Scipione che gli aveva tolto la fidanzata (Plut., Cato Min., 7). L'azione politica e le imprese di Catone sono state anche oggetto di trasposizione poetica da parte di Lucano, nella sua Pharsalia detta anche Bellum civile, che pone l'accento sulla sua integrità morale e sulla sua eroica fedeltà ad un ideale di libertà C. riuscì a far respingere dal senato la richiesta di Pompeo, ma non a evitare la nomina di Pisone. Accusato di ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. La condotta di C. parve a Cicerone più ingenua che eroica, e in verità da questo momento la sua figura passa in seconda linea. La sua figura, specialmente a Utica, dopo la sconfitta di Tapso, da lui invano deprecata, s'è liberata da ogni asprezza e volgarità di contingenze politiche. ; Th. Era certo un modo elegante di toglier di mezzo per un po' di tempo l'incomodo avversario; ma era anche un'aperta conferma delle sue virtù di amministratore. Il 63 fu per C. un anno movimentato. Doveva salvaguardare davanti a Cesare, ai Greci, ai mercanti di Roma, la sua dignità di uomo e di cittadino, che rappresentava la classe dirigente della capitale del mondo. La lotta contro Pompeo ricominciò quando questi chiese al senato un rinvio dei comizî consolari, per potervi assistere personalmente e sostenere la candidatura del suo legato M. Pisone. Egli propose di stanziare annualmente 1250 talenti per la distribuzione di frumento al popolo; rimedio, comunque se ne giudichi, inadeguato alla gravità del problema sociale. Ritornato a Roma, ed eletto questore per il 65, si rivelò un amministratore perfetto, riscuotendo per l'entusiasmo e la tenacia che mise nella sua opera e per i risultati ottenuti l'universale riconoscimento. Delle sue orazioni, celebre, ma a noi non pervenuta, è quella contro i Catilinarî dei quali ottenne la condanna a morte, nonostante l'opposizione di Cesare (Plut., Cato Min., 23, 2). Salpato alla ricerca di Pompeo, quando sa della sua morte, solo per compassione verso i suoi compagni si decide ad assumere il comando, e a raggiungere in Libia Scipione e Varo. e s. m. [dal lat. A noi è rimasta la biografia di Plutarco, oltre, s'intende, le notizie di Sallustio, Asconio, Valerio Massimo, Appiano e Cassio Dione. Combattere le proposte e le pretese di Pompeo e di Cesare, senza graduare i mezzi e le resistenze, era astrattamente giusto, com'era giusto opporsi alle richieste dei cavalieri per la riduzione della somma a cui erano state appaltate le imposte asiatiche: ma osservava giustamente Cicerone che C. si comportava tamquam in Platonis, non tamquam in Romuli faece (Ad Att., II,1-8). Dante sceglie Catone l’Uticense, campione di integrità repubblicana, come custode del Purgatorio. Ora è innegabile che in questo periodo l'azione di C. mancò di quella abilità e duttilità che sarebbe stata necessaria. Genero di Cecina Peto, di cui aveva sposato la figlia Arria. Pronipote di Catone, Marco Porcio detto Uticense il Censore (➔ Catone, Marco Porcio, detto il Censore), ebbe da giovane una buona educazione filosofica e fu ammiratore dell’etica stoica. La luce delle stelle illumina del resto anche il volto di Catone l'Uticense, il custode del Purgatorio che accoglie i due poeti accusandoli di essere dannati appena fuggiti dall'Inferno: la sua presenza in questo luogo e con il ruolo di "Der jüngere Cato und ambitus", in: Peter Nadig, Ardet Ambitus. Fu amico intimo di Nerone Politico - Uomo politico (234-149 a. Catone, Marco Porcio, detto il Censore) dell'antica Roma. Bibl. Bisogna riconoscere che egli seppe vivere con mirabile elevatezza di spirito quei suoi ultimi giorni, coronati dal suicidio (metà aprile 46 a. C.). Là rintuzza con romano orgoglio l'alterigia di Giuba, ma rifiuta il comando, e lo cede al proconsole Scipione, prendendo l'incarico di presidiare Utica, e difenderla contro gli eventuali attacchi di Cesare. Nelle Vite parallele, opera grandiosa in cui vengono accostati celebri protagonisti della storia greca e romana, Plutarco dichiara di non voler scrivere storia, ma vita. ", Marin, P. "Cato the Younger: Myth and Reality", Ph.D (unpublished), UCD, 2005. Politico romano (n. 95-m. 46 a.Catone, Marco Porcio detto Uticense). Ma quel che più importa per interpretare la psicologia catoniana, è che questa prevalenza in lui dell'amministratore sull'uomo politico è confermata anche dall'accoglienza che gli fecero al ritorno magistrati, senatori e popolo, e soprattutto dal fatto che C. s'irritò con Cicerone, perché questi volle porre in discussione la legittimità delle leggi di Clodio, e con essa anche l'incarico affidato a C. C'era probabilmente nell'atteggiamento di C. un'idolatria tutta romana per il fatto giuridico compiuto. Plut., Cato Min., 5, 2). di Francesco ARNALDI - Massimo LENCHANTIN DE GUBERNATIS - - A ogni modo, in quell'anno 59, la partita fu vinta dai triunviri. Marcio Porcio Catone Minore l'Uticense (95 a.C.-45 a.C.) Uomo politico di spicco della Repubblica romana, passò alla storia come figura esemplare delle antiche virtù romane. Sul mangiare carne, Di ottima fattura e inneggianti al tema della, Una rassegna di autori antichi, più o meno contemporanei che si occuparono dell'Uticense, trovasi ne ", Storia della letteratura latina (78 - 31 a.C.), Factorum et dictorum memorabilium libri IX, Cronologia della guerra civile romana (49-45 a.C.), Quomodo quis suos in virtute sentiat profectus, Utrum pars an facultas animi affectibus subiecta sit, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Marco_Porcio_Catone_Uticense&oldid=118343831, Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio), Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Meyer, Caesars Monarchie und das Principat des Pompeius, 2ª ed., Stoccarda 1919, pp. C. fu naturalmente a Cipro un amministratore modello, deciso a veder tutto con i proprî occhi, anche a costo di non accorgersi, tutto assorbito dai pubblici doveri, delle private speculazioni di Bruto. Marco Porcio Catone Uticense (in latino: Marcus Porcius Cato Uticensis, detto anche Minor per distinguerlo dal suo avo Marco Porcio Catone, detto pertanto Maior; Roma, 95 a.C. – Utica, 12 aprile 46 a.C.) è stato un politico, militare, scrittore e magistrato monetario romano. C. trovò invece che la corruzione a cui ricorse Pompeo per far eleggere console L. Afranio confermava l'opportunità del suo atteggiamento, e continuò imperterrito per la sua strada. Durante le discussioni Pisone prese le parti di Clodio, mentre Pompeo cercò di non disgustare né i democratici né gli oligarchici. Primo inquadramento biografico (fino al 58 a.C.) tramite le fonti antiche con particolare insistenza sui rapporti con Cesare e Pompeo Quando si comincia a parlare di Catone l'Uticense ci viene subito in mente l Questo episodio e altri consimili dimostrano che C. esercitava un maggiore influsso con la sua personalità che con la sua azione politica. E nella famosa seduta delle none di dicembre che decise della sorte dei cȧtilinarî, si dovette al forte discorso tenuto da Catone, quando Cicerone, con grande abilità, ebbe riaperta la discussione, se il senato si riprese dal disorientamento prodotto nella maggioranza dalle proposte di Cesare, e ritornando sulla decisione già presa di condannare, come voleva Cesare, i congiurati al carcere perpetuo, si pronunciò per la condanna capitale. Nelle drammatiche discussioni del 51-49, C. ci appare sostanzialmente rimorchiato dalla maggioranza oligarchica. Catone l’Uticense visse durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, appoggiando quest’ultimo. CATONE, Marco Porcio (M. Porcius CATONE, Marco Porcio, detto Uticense f. Cato), detto Uticense. - Uno degli uccisori di Cesare (85-42 a. C.); ebbe un'elevata educazione retorica e filosofica, che affinò ad Atene; la sua formazione politica risale allo zio Catone Uticense, che lo allevò partigiano dell'oligarchia ... Catóne, Marco Porcio, detto il Censore (lat. Ma C. rifiutò, per non perdere la libertà d'azione, e i contemporanei giudicarono che per troppa coerenza egli aveva gettato Pompeo nelle braccia di Cesare. Raggiunta la flotta a Corcira, vorrebbe che Cicerone, superiore a lui gerarchicamente, come uomo proconsolare, assumesse il comando delle forze pompeiane, ma avendo Cicerone rifiutato e deciso di ritornare in Italia, lo protegge contro le ire di Sesto Pompeo e gli permette di partire. 2 Sembrava cioè che si stesse celebrando un trionfo a causa della quantità di persone. Sotto Nerone scrisse una vita di lui lo stoico di opposizione, Trasea Peto. Nell'epistolario ciceroniano (Ad fam., XV, 5), leggiamo una lettera ove, non senza arguzia, tenta di moderare l'ambizione di Marco Tullio. M. Iunius Brutus, dall'adozione da parte dello zio Q. Servilio Cepione, Q. Caepio Brutus). La sua azione è ormai imbrigliata da una realtà più forte di lui. Ed è senza dubbio caratteristico per la serietà con cui egli concepiva in questo campo la sua funzione di uomo politico, il fatto ch'egli continuò a sorvegliare da vicino il pubblico erario anche dopo il 65, e che non solo teneva sempre sott'occhio alcuni libri contenenti le spese e le entrate dello stato, dai tempi di Silla alla sua questura, da lui comprati per 5 talenti, ma i suoi schiavi andavano ogni giorno a prender copia dei varî atti amministrativi. Nadig, Peter. - Nacque nel 95 a. C. da M. Porcio Catone, pronipote di Catone il Censore. – Lucano descrive Catone l’ Uticense e le sue qualità (altruismo, amore per la prole, onestà , disciplina, integrità nei costumi).Egli è uno dei migliori esempi della virtus romana, e simboleggia gli ideali della repubblica in aperto Eletto pretore per il 54, e come tale preposto ai processi de repetundis, non ebbe modo d'esercitare un'efficace azione politica, e la sua azione energica e sprezzante d'ogni pericolo contro la corruzione elettorale, praticamente non ebbe altro risultato che quello di persuadere i candidati al tribunato a sceglierlo giudice della loro condotta, depositando in garanzia 500.000 sesterzî. Enciclopedia Italiana (1931), Altri risultati per CATONE, Marco Porcio, detto Uticense. 2, passim; T. Rice Holmes, The Roman republic, Oxford 1923, passim. 293 segg. 218-21; E. Ciaceri, Cicerone e i suoi tempi, Milano 1926-30, voll. 19b. Egli era intimamente contrario alla guerra, e fu dalla parte di Pompeo solo perché non poteva restare neutrale. Ripercorrendo i passi di quest’uomo integerrimo, nemico di Cesare, vi portiamo nei luoghi dell’agone politico dell’antica Roma: la piazza del Foro con le sue Basiliche, in cui si amministrava la giustizia e la tribuna dei Rostra da cui si tenevano le arringhe. Giunto al campo dei repubblicani, il suo pensiero più insistente è di evitare una grande battaglia e di togliere alla guerra ogni carattere di crudeltà.