Milano: Raffaello Cortina. La gruppoanalisi, per quanto nasce all’interno del pensiero psicoanalitico, lo supera proponendo un nuovo setting, una nuova teoria ed una fondazione categoriale diversa. Al suo interno l’identificazione proiettiva permette di comunicare le emozioni più primitive e di modulare le connessioni tra le menti originando uno spazio mentale comune. Di Maria, F., Lo Verso, G., (1995), “il gruppo in psicologia clinica” in La psicodinamica dei gruppi. L’individuo deve stabilire un contatto con la vita emotiva del gruppo e questo gli pone il problema di evolversi e differenziarsi, e di affrontare il timore connesso con questa evoluzione. Tale ambivalenza è dovuta, secondo Freud, all’ambiente familiare da cui si apprendono schemi emotivi che poi si trasferiscono nelle relazioni sociali attraverso forme di identificazione con il leader (rappresentante della figura paterna) o con chi condivide gli stessi legami. Freud non aveva dubbi che si trattasse di un legame libidico: “la massa viene evidentemente tenuta insieme da qualche forza. La rete che fa capo al sistema protomentale (la rete della fungaia), non è direttamente visibile; se però viene lesa, la lesione si manifesta con la sofferenza o la malattia di uno o più degli elementi (i funghi sparsi nel prato). A questo livello basico della vita mentale di un gruppo le persone che vi operano rispondono a stimoli collettivi con l’attivazione di risposte automatiche, il comportamento dei membri (e del gruppo nell’insieme) è indirizzato e diretto da un rudimentale cervello collettivo: il sistema protomentale. Il Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare si configura come un volano delle attività terapeutiche e riabilitative condotte da un Dipartimento di Salute Mentale (DSM), nei confronti della patologia mentale grave che coinvolge pazienti e familiari. Si tratta di cookie indispensabili per il corretto funzionamento del sito e sono utilizzati per gestire il login e l’accesso alle funzioni riservate del sito. Queste reazioni si basano sul fenomeno della risonanza, ossia su una comunicazione inconscia tra due o più membri del gruppo. Psicoanalisi e gruppoanalisi trovano una sostanziale continuità nel riconoscere primaria importanza ai processi psichici inconsci; processi che intervengono nell’influenzare le nostre percezioni, i nostri ricordi, le nostre rappresentazioni. Sono questi livelli protomentali che sostituiscono la matrice delle malattie che si manifestano nell’individuo, ma hanno caratteristiche che dimostrano come sia il gruppo ad esserne affetto. Gli individui nella loro relazione sociale hanno con la realtà una modalità relazione secondo cui, la realtà può essere intesa utilizzando sia il pensiero scientifico sia permette di classificare e porre in relazione i vari aspetti caratterizzanti il contesto; d’altro lato simbolizzando la realtà mediante categorizzazioni affettive regolate dai principi di generalizzazione e di simmetria propri del modo di essere inconscio della mente. Secondo Foulkes, il progetto terapeutico di una gruppoanalisi è simile alle altre psicoterapie quanto alla catarsi, al transfert, ai processi di identificazione e controidentificazione, differenziazione e di proiezione; tuttavia nella situazione di gruppo agiscono alcuni fattori terapeutici che si possono ritenere specifici di un gruppo. Questa consapevolezza da sollievo e favorisce l’attenzione dei propri sensi di colpa. Gli ambiti di intervento della gruppoanalisi sono differenziati secondo tre modalità principali (Napolitani 1984), analisi in gruppo (metodo rotatorio), in cui ogni persona a rotazione assume il ruolo di protagonista; analisi di gruppo (metodo collettivo), in cui ogni verbalizzazione è espressione del gruppo; analisi attraverso o mediante il gruppo (metodo relazionale), in cui l’attenzione è rivolta sull’individuo e sul gruppo, sulle loro dinamiche relazionali inconsce che vengono mobilitate nel gruppo. Il Gruppo Il Ponte nasce ufficialmente nel 2012 dall’incontro di professionisti che si occupano di problematiche psicologiche e psicopatologiche. Catherine Meyer (a cura di). In particolare, si riteneva che la psicoterapia in gruppo basata sull’intervista analitica consentisse, rispetto all’analisi individuale, una maggiore visibilità degli atteggiamenti transferali dei pazienti grazie alla presenza di “transfert multilaterali” e al fatto che il gruppo si costituisse per ciascun paziente come riproduzione del nucleo familiare originario. Matte Blanco (1975) , identifica le categorizzaizoni affettive con le emozioni, che rappresenterebbero il modo di essere inconscio della mente nella sua mediazione con il contesto ambientale, che orienta l’inconscio e le simbolizzazioni affettive dei singoli che appartengono al contesto sociale stesso. Il gruppo di Bion è senza Leader, senza un compito preciso da svolgere, senza uno scopo definito. Il concetto di doppia referenza, proposto da Fornari (1976) , offre una lettura relazionale dell’inconscio. Il terzo processo sviluppato, è quello dell’accoppiamento che si potrebbe definire come una ricerca di alleanze: ogni membro è convinto che solo dalla sua unione con l’altro può venire la salvezza, tale unione si presenta come un fatto creativo, quasi come una generazione di carattere sessuale. Mentre la psicoanalisi si è interessata alla psicogenesi della malattia mentale, vale a dire alle cause primordiali e all’indagine storico-genetica, alla storia dei traumi individuali come unico metodo di approccio teorico e terapeutico, la gruppoanalisi ponendo l’attenzione sul qui ed ora della situazione terapeutica, sposta l’accento sulle prospettive di guarigione, sulla direzione in cui debbono aver luogo i cambiamenti e sul modo di ottenerli. Per prendere visione della nostra Cookie Policy clicca nel link seguente. Una folla primaria si presenta come un insieme di individui che hanno sostituito il loro ideale dell’Io con un medesimo oggetto, il che ha avuto come conseguenza l’identificazione del loro io (Freud, 1921, p. 261). A quale forza potremmo attribuire meglio questa funzione se non a Eros, che tiene unite tutte le cose del mondo?” (Freud, 1921, p. 282). A soldier’s matrix includes the special roles and identifications of a society in war, which unites under a strong authority and splits from an enemy. Rimane, quindi, a livello sociologico, statico, senza focalizzarsi sulla dinamica dei componenti del gruppo, tranne che per dire che gli assunti di base, originano dallo stato proto mentale individuale. Scuola di. Il gruppo è quello spazio/tempo in cui le delimitazioni individuali si attenuano, i confini corporei si sfumano, lo stato di coscienza si indebolisce, sino a raggiungere livelli di “trance” leggera che facilita il rispecchiamento reciproco negli altri e viceversa. Così Freud, prima di tanti altri, aveva già scoperto il valore del legame e delle forze che rendono un insieme di persone un unico corpo. L’analisi in gruppo si pone in rapporto di totale continuità teorica con la psicoanalisi di Freud, ne accetta integralmente i principi e la tecnica negando la specificità psicologica al gruppo considerandolo solo un luogo “altro” dove praticare la psicoanalisi di singoli individui. In termini gruppoanalitici si tratta però di un inconscio gruppale, o meglio transpersonale, come proposto da Foulkes (1973) in riferimento all’interiorizzazione delle relazioni interpersonali e transpersonali Questo diverso modo di concepire l’inconscio si riflette nel diverso modo delle due prospettive teoriche di concepire il gruppo e il suo “utilizzo” nell’intervento terapeutico. La riflessione principale è quella della dipendenza, vale a dire, di una identificazione comune con il leader rappresentate della figura paterna. Soprattutto essa, a differenza delle pratiche religiose citate, non vuole ottenere "guarigioni" Il primo periodo tra il 1910 e il 1930, è rappresentato dai pionieri della terapia di gruppo quali Pratt, Lazell, Marsh, e Burrow; il secondo compreso tra il 1930-40 rappresentato da Weunder, Schilder, Wolf e Slavson; e il terzo periodo, il più importante considera i veri fondatori della gruppoanalisi: da Bion, Foulkes ad Ancona, De Marè, Carli, Napolitani, Di Maria, Lo verso e altri ancora. In Italia lo sviluppo di questi concetti avvenne soprattutto per mano di Gaburri e Corrao oltre a Bauleo che nella seconda metà del novecento si occupò di importare e mantenere vivo nella nostra nazione l’interesse per il gruppi operativi. Ciò che si cerca, è che qualcuno prenda in mano il comando, esprimendo il massimo dell’aggressività di cui il gruppo è depositario e canalizzandola verso un solo obiettivo di vittoria. in La psicodinamica dei gruppi. Il gruppo si propone di approfondire le tematiche teoriche e tecniche della psicoanalisi di coppia. Con Bion avvenne una rilettura della gruppalità nonostante continuasse a riconoscere il ruolo preponderante della famiglia nelle dinamiche di gruppo primitive. Permettono inoltre di monitorare il sistema e migliorarne le prestazioni e l’usabilità. A causa di questa sua convinzione Freud non superò il limite che iniziava a delinearsi tra la psicoanalisi e la psicologia ma pose importanti basi che aiutarono i suoi successori ad integrare i due approcci partendo dalle sue intuizioni. La gruppalità dell’individuo è intrinseca al suo psichismo e prescinde dalla reale presenza del gruppo. Freud considera il gruppo come un certo numero di persone in grado di stare insieme solo fino a quando ci sono all’esterno altri gruppi, altre persone verso cui esprimere sentimenti aggressivi. Il luogo privilegiato di espressione di questo connubio è il gruppo in cui si incontrano il “cervello primitivo collettivo” (sistema protomentale) ed “il cervello evoluto collettivo”. I gruppi esterni acquistano importanza perché permettono di dirigere verso essi le proprie tensioni emotive. Egli afferma che la struttura e il contenuto della psiche sono modellati dall’esperienza piuttosto che dall’eredità. Egli afferma che la struttura e il contenuto della psiche sono modellati dall’esperienza piuttosto che dall’eredità. Gruppi nel cinema e psicoanalisi di gruppo: Psiconline: 2016: Kaës R. Le teorie psicoanalitiche del gruppo: Borla: Roma: 1999: Lombardozzi A. Psicoanalisi di gruppo con bambini e adolescenti: Borla: Roma: 2012: ... Il gruppo spazio analitico: Borla: Roma: 2000: Pubblicato il … Freud considera il gruppo come un certo numero di persone in grado di stare insieme solo fino a quando ci sono all’esterno altri gruppi, altre persone verso cui esprimere sentimenti aggressivi. Il Gruppo di Polifemo. Ciò che si cerca, è che qualcuno prenda in mano il comando, esprimendo il massimo dell’aggressività di cui il gruppo è depositario e canalizzandola verso un solo obiettivo di vittoria. La rete che fa capo al sistema protomentale (la rete della fungaia), non è direttamente visibile; se però viene lesa, la lesione si manifesta con la sofferenza o la malattia di uno o più degli elementi (i funghi sparsi nel prato). Colloquio Clinico > I Gruppi in Psicoanalisi. Il tentativo di approfondire il discorso si declina sulla falsa riga della teoria kleiniana, quindi non porta ad alcun risultato positivo per la conoscenza del gruppo, poiché costituisce un riduzionismo di stampo psicoanalitico. L’analisi in gruppo si pone in rapporto di totale continuità teorica con la psicoanalisi di Freud, ne accetta integralmente i principi e la tecnica negando la specificità psicologica al gruppo considerandolo solo un luogo “altro” dove praticare la psicoanalisi di singoli individui. Dal sistema protomentale, emergono anche le onnicomprensive fantasie collettive definite da Bion, assunti di base. Il gruppo deve essere in grado di capire il mondo interno del paziente attraverso il suo sogno non più sognato. Un'isola ecologica di cultura differenziata . La polarizzazione consente ai vari membri la rappresentazione di un fenomeno unico attraverso più persone, ciò significa che ogni soggetto rappresenta un particolare aspetto di un problema ambivalente mostrandosi così eterogeneo. Foulkes, considerava il gruppo come una dimensione spazio-tempo nella quale gli individui mettevano in atto schemi comunicativi appresi in altri gruppi e quindi questi gruppi erano solo uno dei tanti nodi di una grande rete con origine interpersonale ( la rete di tutti i processi mentali individuali viene chiamata “matrice”) (Di Maria, Formica, 2009). In molte delle teorizzazione psicoanalitiche successive a quella freudiana, il sociale assume sì notevole rilevanza, ma non fino al punto di acquisire specificità psichica extraindividuale e viene ridotto all’intrapsichico, ai suoi fantasmi e alle sue dinamiche. Home Page | Dove sono | Formazione | Consulenze on line | Link | Ordini degli Psicologi Nazionale e del Lazio | Test Psicodiagnostici | Colloquio Clinico | Lo Psicologo | La Personalità | Le Nevrosi | La Schizofrenia | Le Relazioni e Le Dipendenze | Disturbi dell'Affettività | La Sessualità | La Resilienza | L'Assenza Nella Relazione | I Problemi con l'Adolescente | Fattori Terapeutici della Psicoanalisi | Psicodinamica del Cambiamento | Casi Clinici di Nullità Matrimoniale | Mappa del sito, Ordini degli Psicologi Nazionale e del Lazio, I Disturbi di Personalità del Cluster "B". Bion rappresenta il sistema protomentale come qualcosa in cui il fisico e lo psicologico o mentale si trovano in uno stato indifferenziato. Matte Blanco (1975) , identifica le categorizzaizoni affettive con le emozioni, che rappresenterebbero il modo di essere inconscio della mente nella sua mediazione con il contesto ambientale, che orienta l’inconscio e le simbolizzazioni affettive dei singoli che appartengono al contesto sociale stesso. Fornari, F., (1976), “la genesi delle simbolizzazioni affettive” in Carli, R., (a cura di) ” in Psicologia clinica. Costoro hanno elaborato modelli di intervento arricchendo notevolmente le ipotesi teoriche di Bion e Foulkes. La gruppoanalisi è l’applicazione clinica del concetto di gruppo ed è una tecnica terapeutica di derivazione psicoanalitica che si sviluppa, non da una singola mente creatrice, nel contesto culturale della psicologia di gruppo e che si arricchisce del contributo psicoanalitico dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’uomo, dichiara lo studioso, è un animale politico e la sua osservazione in gruppo rende visibile tale attributo. La psicoanalisi di gruppo riconosce di discendere da quei primi tentativi di utilizzare il gruppo a fini terapeutici. Introduzione di Giuseppe Civitarese _____ PRESENTAZIONE DEL CENTRO. Gli individui nella loro relazione sociale hanno con la realtà una modalità relazione secondo cui, la realtà può essere intesa utilizzando sia il pensiero scientifico sia permette di classificare e porre in relazione i vari aspetti caratterizzanti il contesto; d’altro lato simbolizzando la realtà mediante categorizzazioni affettive regolate dai principi di generalizzazione e di simmetria propri del modo di essere inconscio della mente. Foulkes considerando la situazione psicoanalitica e quella gruppoanalitica, rileva in entrambe la mobilitazione dell’inconscio freudiano e, nella seconda situazione, anche l’attivazione di un’area diversa che chiama inconscio sociale o interpersonale. ISBN 2-912485-88-6. Foulkes considera la mente come un fenomeno trans-personale e trans-generazionale, come il sedimentarsi delle modalità relazionale familiari. Il primo assunto di base è quello della dipendenza: il gruppo o parte di esso, vive l’esperienza di una completa impotenza di fronte ad un pericolo sovrastante ed immediato, regna l’assenza di iniziativa e la possibilità di cavarsela da soli, giganteggia invece la figura del leader. Per Bion la gruppoanalisi è parte e filiazione della psicoanalisi, con la quale non deve rompere il rapporto. D’altra parte Freud, nonostante il suo interesse per i fenomeni sociali e per le implicazioni psicologiche che ne derivano per l’individuo, non pervenne mai alla fondazione di una psicologia sociale ma fu sempre molto attento che la psicoanalisi restasse una psicologia individuale. Corrao, sulla scia delle teorizzazioni bioniane vedeva nel gruppo a funzione analitica le condizioni per osservare l’emergenza, il dispiegamento e lo sviluppo di un’attività mentale di gruppo che consisteva nello scambio continuo di pensieri, di emozioni, di affetti, di fantasie, di memorie, di sogni, e di sensazioni corporee. La psicoanalisi di gruppo non è una psicoanalisi individuale fatta in gruppo: il gruppo si configura come una realtà psicologicamente autonoma, ma in rapporto dinamico con le singole individualità che lo compongono. Da questo deriva la teoria bioniana del contenitore/contenuto secondo la quale il soggetto (contenuto) all’interno del gruppo (contenitore), tramite processi di crescita e soluzione armonica delle relazioni, riesce a rielaborare elementi beta (grezzi, protomentali) trasformandoli in alfa (elementi ricostruiti, adattati alla realtà, pensati e resi accettabili dall’individuo). Questi cookie, pur senza identificare l’utente, consentono, per esempio, di rilevare se il medesimo utente torna a collegarsi in momenti diversi. L’autore propone una lettura del gruppo (sia familiare sia terapeutica) attraverso quello che accade qui e ora. Le ansie psicotiche insorte in rapporto ai primi oggetti sono riattivate in molte situazioni adulte (Grinberg et al., 1972Nei gruppi bioniani il terapeuta focalizza l’attenzione sulla interpretazione del transfert in termini gruppali. Il gruppo è qualcosa di più di un insieme di individui aggregati e l’individuo in gruppo è più di un individuo isolato. Il concetto di gruppo senza una sua applicazione clinica non avrebbe avuto così tanta risonanza e non avrebbe scaturito così tante discussioni ancora oggi. Autore: Anno di pubblicazione: Titolo: Editore: Città: Anno: AA.VV. Foulkes considerando la situazione psicoanalitica e quella gruppoanalitica, rileva in entrambe la mobilitazione dell’inconscio freudiano e, nella seconda situazione, anche l’attivazione di un’area diversa che chiama inconscio sociale o interpersonale. I sentimenti ambivalenti sono derivati dal proprio ambiente familiare e trasferiti nelle relazioni sociali con forme di identificazione con il leader. I Disturbi di Personalità del Cluster "A", I Disturbi di Personalità del Cluster "C", Il Momento di Crisi Personale come Risorsa Evolutiva, TrasCorrendo l'esistenza: Verso il recupero del proprio ritmo, La dimensione meta del contenimento, un dialogo tra contenuto e contenitore, Procedure valutazione incapacità matrimoniale. La descrizione del fenomeno della folla in termini freudiani resta tuttora estremamente moderno ed attuale: I fenomeni allo stadio protomentale sono contemporaneamente, somatici e psichici. Il gruppo è quello spazio/tempo in cui le delimitazioni individuali si attenuano, i confini corporei si sfumano, lo stato di coscienza si indebolisce, sino a raggiungere livelli di “trance” leggera che facilita il rispecchiamento reciproco negli altri e viceversa. La psicoanalisi, tuttavia, non intende solo curare, ma anche conoscere il funzionamento mentale dell'individuo e del gruppo. , (a cura di) ” in Psicologia clinica. Blanco, M., (1975) “Il sistema mentale inconscio” in Carli, R., (a cura di) ” in Psicologia clinica. Anche Foulkes fu uno tra i primi analisti europei ad occuparsi del gruppo dopo la seconda guerra mondiale, infatti negli anni quaranta del novecento dette una nuova scossa innovativa in questo ambito facendo convergere tutti i precedenti contributi verso un’ ottica multipersonale dei disturbi che quindi sarebbe stato opportuno affrontare in un setting gruppale. Può scorrere l’immagine della fungaia: guardando una radura, l’osservatore vede i singoli funghi separati uno dall’altro e sparsi in una vasta area del prato; una fotografia a raggi infrarossi mostrerebbe invece non i funghi, ma la rete che li unisce. Questa consapevolezza da sollievo e favorisce l’attenzione dei propri sensi di colpa. Puoi modificare le impostazioni dei cookie navigando tra le voci presenti sulla barra di sinistra. Ancona, L., “Bion e Foulkes” in Funziona Gamma Journal. Riccardo Romano Psicoanalisi di gruppo. Per Bion, capostipite riconosciuto dell’approccio definito analisi di gruppo, invece il gruppo è un insieme di persone che si trovano tutte allo stesso grado di regressione, per effetto delle rinunce che derivano dal contatto di ciascuno con la vita affettiva del gruppo. Nella dialettica individuo-gruppo, infatti, l’altro si costituisce come oggetto di investimento affettivo ambivalente ed allo stesso tempo ogni soggetto ha l’opportunità di ritrovare i nessi con parti del Sé non elaborate ma incarnate da altri membri del gruppo. Bion rappresenta il sistema protomentale come qualcosa in cui il fisico e lo psicologico o mentale si trovano in uno stato indifferenziato. Fra Bion e Foulkes ciò che è comune è rappresentato dalla scoperta del gruppo come un tutto, un tutto al quale pertiene sia la dinamica conscia che quella inconscia, un inconscio diverso da-quello-personale-studiato-dalla-psicoanalisi. Pertanto il modello di Foulkes si oppone al principio che prima viene un apparato psichico individuale che, trascurando il contesto inteso anch’esso primario, negozia relazioni con altri individui separati e così forma un gruppo (prospettiva psicoanalitica- Freud, 1921); prospetta invece la realtà fenomenico-psicologica per la quale il soggetto umano sin dall’inizio si costituisce “in relazione a” un gruppo originario dal quale l’individuo viene artificiosamente estrapolato. Nella sfera protomentale l’individuo è solo una parte di un sistema anche quando ad altri livelli mentali ha realizzato la distinzione. Il gruppo presenta delle caratteristiche particolari che facilitano lo sviluppo di relazioni, la nascita di legami identificativi e proiettivi, la creazione di una cultura comune e … La psicoanalisi non lascia spazio a valutazioni dell’individuo che permettono di cogliere un collegamento tra fattori sociali e la propria vita psichica inconscia. Freud non andò oltre questa concettualizzazione teorica che però venne considerata un punto di riferimento iniziale per lo sviluppo delle teorie e pratiche cliniche psicoanalitiche sui gruppi. In particolare, il partecipante vive intense emozioni, comportamenti, verbalizzazioni istintive nei confronti di un’altra persona, come se avesse percepito a livello inconscio le sue problematiche, anche se non espresse verbalmente. I GRUPPI IN PSICOANALISI I Gruppi in Psicoanalisi Psicoanalisi e gruppoanalisi trovano una sostanziale continuità nel riconoscere primaria importanza ai processi psichici inconsci; processi che intervengono nell’influenzare le nostre percezioni, i nostri ricordi, le nostre rappresentazioni. Il nuovo libro di un gruppo di psicoanalisti del Centro Torinese di Psicoanalisi. Il punto di differenziazione fra la psicoanalisi e la gruppo-analisi è che la prima pertiene ad un processo di coppia, in cui l’oggetto di studio è il mondo interno del soggetto; la gruppoanalisi si rivolge ad una moltitudine, centra, invece, sulla relazione fra più mondi interni, l’impianto è multipersonale. Bion parla di assunti di base concetto fondamentale della sua teoria sui gruppi; lo stato emotivo del gruppo, ansia, odio, amore e simili precedono gli assunti di base, che rappresentano le manifestazioni della regressione. Il presente Articolo è l’estratto della Relazione presentata dall’Autore nel corso del Congresso “Le psicoterapie tra modelli e tecniche: loro applicazioni nei servizi” svoltosi a Frosinone il 17 aprile 2015. Quest’ultima produce un apprendimento di gruppo e conseguentemente una coscienza ed una rappresentazione interna delle cose la quale può essere chiamata anche “schema gruppale” cioè una modalità con cui il gruppo affronta il compito: questo è ciò che Pichon definì “gruppo operativo”, teorizzazione elaborata successivamente dal suo allievo Bauleo. L’analisi mediante il gruppo ha come rappresentante principale Foulkes che pose come principale tecnica di lavoro nel gruppo, l’analisi attraverso il gruppo (by the group), per mezzo del processo che si attua dalla matrice di base per evolvere in quella dinamica. E’ possibile distinguere tre periodi collocati all’interno di storie e vicende che hanno aperto alle novità e alla creatività dei rispettivi capiscuola. Psicoanalisi e oltre, Torino, Edizioni Libreria Cortina, 2011; Critica. Nei gruppi i pazienti si alternavano in una seduta di psicoanalisi individuale svolta in gruppo; esso rappresentava la famiglia originaria ed in generale un microcosmo della società.